la comunicazione scritta:

la descrizione

 

DESCRIVERE significa saper osservare, fare conoscenza di ciò che ci circonda attraverso i nostri sensi,”le nostre finestre sul mondo”, che ci permettono di metterci in contatto con il mondo esterno.

Si descrive (una persona, un animale, un oggetto) in modo OGGETTIVO o SOGGETTIVO.

La descrizione OGGETTIVA riproduce la realtà così come appare attraverso dati ed elementi riconoscibili da tutti.

La descrizione SOGGETTIVA riproduce gli aspetti della realtà filtrati dalle impressioni, dalle sensazioni o dai ricordi.

DESCRIZIONE DI UNA PERSONA:

  • PRESENTAZIONE: nome, età,attività;

  • ASPETTO FISICO: statura, corporatura, volto e particolari (occhi, capelli, naso, bocca, orecchie, voce);

  • PARTICOLARI  ESTERIORI: abbigliamento;

  • PROFILO  PSICOLOGICO: carattere, comportamento, abitudini, reazione di fronte ai problemi e alle difficoltà, interessi;

  • QUALITA’  E DIFETTI;

  • CONCLUSIONI.

Ecco come abbiamo descritto noi stessi e i nostri compagni.

descrivo me:

 

descrivo un/a compagno/a:

 

Ciao, io mi chiamo Micaela ed ho nove anni. Abito a Viggiano anche se mi piacerebbe vivere a Napoli. Il mio nome non mi piace, mi vorrei chiamare Nadia, è un bel nome Nadia, vero? La sorella di un mio amico di Marsico, Mario, si chiama proprio Nadia. Anche se io sono una femminuccia, ciò non significa che devo avere gusti femminili, infatti mi piacciono più i giochi maschili : il calcio, la lotta… Il mio carattere è molto irrequieto, a scuola chiacchiero sempre, mi muovo ogni momento e rido in continuazione. A casa la stessa cosa : rido, parlo e mi muovo in continuazione. Non sono mai stanca, le mie batterie non si scaricano mai come dice la catechista Serafina. Ho gli occhi celesti, i capelli biondi, la carnagione chiara, il fisico né grosso né magro, normale. Tutte queste caratteristiche le ho prese da mia madre, da mio padre… niente. Mi vesto come voglio e delle volte sportivo. Gli amici mi hanno soprannominata Computer.

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Micaela la dovreste conoscere, è una delle mie migliori amiche, ha circa dieci anni. Il suo carattere è cocciuto, un po’ troppo allegra e quando si arrabbia è un po’ strana. Il suo viso è sorridente; i suoi occhi sono celesti, ma, se li guardi bene, alla luce diventano verdi. I suoi capelli sono biondi come il grano maturo, le sue orecchie normali. Il naso è normale e la bocca rossa con le labbra spesso screpolate. Non è molto alta, è di statura normale ed anche di corporatura, ma lei dice che è grassa. Si veste come vuole, ma spesso indossa i pantaloncini alla pinocchietto, verde militare, con tasche sopra e sotto, una camicetta bianca con sopra una maglia di lana, le scarpe “ Cult ” e delle calze a strisce di tutti i colori  come quelle di “Pippi Calzelunghe”. A scuola spesso è distratta, tagliuzza sempre carte. I suoi giochi preferiti sono più quelli da maschio ; non sta ferma neanche un  minuto, è sempre in movimento.

Lucia

 

 

 

Io mi chiamo Raffaele, ho dieci anni da poco compiuti, ho gli occhi castani e i capelli castani e ondulati che ho ereditato da mia nonna. Ho le sopracciglia un po’ folte e la faccia normale. Sono magro e di altezza perfettissima per la mia età. Sono contento di come sono, molto scontento di una cosa sola : quella del soprannome “Pitbull”, che mi hanno dato quando avevo sette anni e non c’è modo di levarlo. Infatti il mio desiderio sarebbe quello di andare indietro nel tempo e non stare più con quei ragazzacci che me l’hanno messo. Il mio amico preferito è Giuseppe, con lui gioco sempre a pallone : il mio sport preferito. Io da grande vorrei fare proprio il calciatore nella Juventus, la mia squadra del cuore. A me piace molto vestirmi sportivo specialmente con tute, scarpette e pantaloni e magliette. Mi comporto molto male, faccio innervosire le maestre, a casa… peggio, faccio innervosire mamma. A scuola, siccome ci piace il calcio, io e Alberto giochiamo a pallone con quasi tutta la classe. La porta è la lavagna, un bambino si mette a parare il pacco di fazzoletti che noi ci passiamo come palla e gridiamo : “GOAL!!!”. Alle nostre maestre questo fatto non piace per niente e spesso ci mettono in punizione, ma noi non ce lo leveremo mai questo vizio. A casa sono la peste della famiglia, ogni giorno c’è un guaio. Spesso mi faccio male e papà è sempre disperato e ripete sempre:”Ma come devo fare con te! Sei una cosa terribile! La prossima volta che torni in queste condizioni prenderai il resto.” Io sono generoso, a volte gentile, ma raramente. Alcune volte voglio fare il cattivo con Giuseppe, ma poi mi scuso sempre e diventiamo un’altra volta e per  sempre i migliori amici del cuore.

Vorrei migliorare un po’… spero di riuscirci.

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Raffaele è il mio migliore amico, ha dieci anni. Il suo naso è normale, i suoi capelli sono castani come i suoi occhi, la bocca è larga perché parla sempre. E’ alto quanto me, non è grasso. E’ veloce come una gazzella, è furbo come una volpe ed è feroce come un leone. Si veste come un normalissimo bambino: pantalone, scarpe, calze, mutande, maglia intima e una maglia di sopra. Fa sempre il duro, il forte, ma in fin dei conti è un ragazzino dal cuore buono e tenero e dalla coscienza pulita. Di carattere è un po’ aggressivo; gli piace giocare a pallone, alla play station, a scacchi… Visto che studia sempre, quando la maestra interroga interviene sempre: è sempre attento.

Giuseppe

 

 

 

Io mi chiamo Raffaele, ho da poco compiuto 9 anni, sono il più piccolo della classe. Sono alto un metro e 40 cm, ho i capelli neri come le sopracciglia, gli occhi castani, la bocca carnosa, il naso piccolo, le orecchie non molto grandi. Sono magro perché io non mangio mai. Le mie somiglianze alla famiglia sono molte: sono alto perché gli zii di mio nonno erano alti, di viso somiglio al mio papà. Di me stesso mi piace tutto, soltanto che i miei amici si inventano dei soprannomi su di me che io odio. Il mio carattere è allegro perché basta una minima cosa per farmi ridere. Il mio comportamento, però varia secondo il luogo: a casa sono disubbidiente e a scuola sono a volte distratto e a volte attento. Io mi vesto in modo diverso: per le feste indosso vestiti nuovi ed eleganti, per la scuola abiti che uso sempre e lo stesso per la casa.

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Il mio amico Raffaele ha nove anni. E’ di carattere docile, non si arrabbia mai con gli amici ed è buono come il pane. Il suo viso è pallido, i suoi capelli sono castano scuro un po’ a baschetto, le orecchie sono un po’ a sventola, gli occhi di colore marrone, sono un po’ birbanti. E’ alto quasi  quanto me, è magro. A scuola è spesso distratto, ma non chiacchierone. A Raffaele piacciono molti giochi: il calcio, il computer, i giochi da tavolo, il suo passatempo preferito, però, è la play station, infatti ci gioca per ore. A me piace molto stare con lui, mi fa sempre ridere con le sue battute e le barzellette. Se lo chiami “Plasma”, il soprannome che gli hanno messo i compagni, si mette a gridare perché non gli piace. Accetta gli scherzi, ma non troppi altrimenti si arrabbia. Io con lui mi trovo davvero bene.

Luca

 

 

 

Io mi chiamo Alberto, frequento la quarta A. Ho il viso paffutello, i miei occhi sono verdi, ma li vorrei cambiare perché non mi piacciono. I miei capelli sono castano scuro, il naso a patata, le orecchie piccole, la bocca piccola, le labbra rosse, la testa è rotonda come una palla. Io sono molto cicciotello, somiglio addirittura molto al mio nonno materno. Sono impiccione dei fatti degli altri e non mi comporto molto bene a scuola perché sono un chiacchierone di prima categoria. Anche a casa, quando mia madre e mio padre parlano, io mi intrometto nei loro discorsi. Sono molto dormiglione, come mio fratello che dorme sempre! Quando mi imbroncio divento nero nero. Il mio soprannome è “Porcellino d’India” perché sembro un maialetto. Io mi considero brutto e penso che i miei amici non mi possono vedere. La mia città preferita è Torino dove abita il mio compare di battesimo, tifo pazzamente per la Juventus. Le mie scarpe non sono mai graffiate perché sono molto attento.

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Alberto è un ragazzino di nove anni, è simpatico perciò  lo voglio descrivere. I suoi occhi sono castani insieme ai suoi capelli corti a spazzola. Il suo naso è a patata, e il suo sorriso contiene, in una bocca regolare, l’incubo di ogni bambino: l’apparecchio per i denti! Le sue guance sono pacioccone, per questo ti viene voglia di stringerle. Lui si considera brutto, ma non è così, è un po’ cicciotello, ma questo non significa essere brutti. Lui gioca sempre con tutti, però è un poco ficcanaso. In classe spesso si distrae perché è chiacchierone. Indossa spesso tute e maglie leggere, mai jeans. Beh, io lo vedo così, non so voi…

Lucia

 

 

 

Ciao, mi chiamo Manuel, ho dieci anni, frequento la quarta elementare. I miei occhi sono castani, anche i capelli sono castani, le mie braccia sono lunghe, le mie mani sono magre. Le mie gambe non sono né lunghe e né corte, sono normali. Le mie ciglia sono folte e cespugliose, le mie orecchie sono a punta e a sventola come un extraterrestre. I miei capelli derivano da mia mamma, ma assomiglio anche a papà, però chi conosce mio nonno dice che assomiglio a lui, infatti le orecchie sono come quelle di mio nonno, anche il naso è come il suo, d’altezza sono come mamma e papà. Il mio soprannome è “Sasicchione”. Il mio carattere non è molto allegro, a scuola mi comporto male perché disubbidisco alle maestre, ma sono generoso, questa è l’unica cosa che mi piace. Mi vesto sportivo con jeans, scarpe da ginnastica e felpe. Mi piace giocare con la play station e a pallone. Il mio nome mi piace perché deriva da Gesù.

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Manuel, il mio compagno, ha dieci anni. Ha una simpatico e solare carattere. Ha i capelli neri e la bocca né piccola e né grande, mentre le orecchie sono a sventola e il viso paffuto. Il suo naso è a patatina. Ha occhi castani con sopracciglia non molto folte. Ad occhio è alto un metro e quaranta, la sua corporatura non è né robusta, né magra. Veste sportivo, gli piace il calcio e anche la lotta. È molto  tifoso della Juventus. A scuola chiacchiera spesso. Come amico è molto  spassoso, se voi lo conosceste, vi divertireste un mondo.

Micaela A.

 

 

 

Io mi chiamo Francesca, ho dieci anni e frequento la quarta elementare. Sono di corporatura robusta, sono alta, il mio viso è un po’ paffuto, ho occhi castani grandi e di forma belli, a me piacciono molto. Anche i capelli mi piacciono e non li vorrei cambiare per niente. Il mio naso è a patata, la mia bocca è normale, le mie labbra sono rosse e carnose. Le mie orecchie non sono né grandi e né piccole, le mani sono grandi. Tutti mi dicono che somiglio un po’ a  mamma e un po’ a papà. Mi chiamo Francesca come mia nonna. Il mio carattere è allegro. A casa sono un po’ irrequieta, a volte mi arrabbio, ma poi mi passa tutto, a scuola invece sono più calma, però chiacchiero un po’ con chi mi sta a fianco. Io mi vesto con jeans a zampa d’elefante, magliette corte e strette, tute, scarpette ma anche scarpe normali. Mi piaccio come sono, di me non vorrei cambiare niente.

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La mia amica Francesca è una ragazzina di dieci anni, di corporatura un po’ robusta, alta un metro e cinquanta cm, ha braccia e gambe lunghe e cicciotelle. I capelli, di colore castano, lisci, li porta corti e raccolti con un cerchietto arancione, fermagli grigi e pinzette di tanti colori. Lei sopra degli occhi grandi di colore castano porta degli occhiali blu, ha le sopracciglia corte, il suo sguardo è intenso. Ha il viso un po’ lungo, la bocca né  troppo piccola né troppo grande di colore rosa, un naso a patata. La sua andatura è sicura, cammina in modo svelto. Lei giochi preferiti non ne ha, qualunque gioco va bene. Veste  con jeans a zampa di elefante, tute strette, scarpette, magliette strette e calzettoni al ginocchio. Il suo sport preferito è il nuoto, infatti frequenta una piscina. Qualche volta, soprattutto il lunedì,  viene a scuola di malumore, entra in classe arrabbiata. Francesca a scuola è lei è la mia amica del cuore.

Maria Teresa

 

 

 

Io mi chiamo Giuseppe Bove, i miei compagni mi chiamano “Bovino” per via del cognome. Ho nove anni e mezzo e frequento la quarta elementare di Viggiano. Il mio viso è un po’ paffuto, gli occhi castani, ma li vorrei avere verdi come quelli di mio padre, i capelli sono castani come gli occhi, ma mi piacerebbero biondi, le sopracciglia un po’ cespugliose, il naso minuto che mi pare un temperamatite a due buchi, le orecchie regolari ma anche un po’ a sventola, la fronte è distesa, ma quando mi arrabbio si corruga appena. Di corporatura sono robusto. Sono abbastanza alto, i miei 144 cm stanno per superare mia nonna Francesca. Ho le braccia storte tanto che i miei genitori mi hanno paragonato ad un’aquila. Io sono per il 99% allegro perché mi diverto a giocare e a scherzare e chiacchierone perché parlo sempre, mi resta l’1% per essere triste. A scuola mi comporto bene, ma non troppo a casa peggio…

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Giuseppe ha dieci anni, è nato nel 1994. E’ di altezza normale, è robusto, pesa 42 kg. I suoi capelli sono folti, lisci e soffici di colore castano chiaro. Delle volte viene a scuola con i capelli alzati che sembra appena uscito dal letto. Gli occhi sono grandi e di un bel colore castano chiaro, molto limpidi e luccicanti tanto che delle volte sembra che pianga. Le sopracciglia sono grosse, la bocca è carnosa e il naso è delicato. Ha delle guance rosse, tanto rosse che sembra che si è bruciato la faccia al fuoco. E’ agile, ma delle volte sembra proprio un salame. L’abbigliamento è sportivo, porta maglie di vari colori. A scuola è bravo in tutte le materie, però si comporta un po’ come un deficiente, ma i lavori e lo scritto li fa bene. Ha un carattere particolare, è buono, generoso, ma è anche un po’ testardo. Gioca sempre e non è mai solo. Molte volte io e lui facciamo ridere tutta la classe, siamo i più birbanti. La sua passione è il calcio come me, la play station e il computer. Noi ci divertiamo sempre a giocare a pallone sotto casa nostra perché abitiamo a tre passi di distanza. Ama il caos e la confusione. Noi le maestre le facciamo arrabbiare nere, tanto che se ne sono andate due maestre di inglese e ne è venuta una terza. E’ simpatico, andiamo sempre d’accordo tranne che per il tifo: lui è milanista e io sono juventino e certe volte ci prendiamo a botte. E’ sempre allegro e sorridente e fa smorfie a morire. Noi due siamo una coppia di amici del cuore, indivisibile.

Raffaele C.

 

 

 

Ciao, il mio nome è Desirè, è un nome di origine francese che vuol dire “desiderata”. Il mio fisico non mi piace per niente perché sono robusta. Ho gli occhi castano scuro e i capelli neri, il naso a patatina, ma corto, le orecchie piccole, la bocca piccola e carnosa, braccia e gambe sono lunghe. Ho un’andatura normale. Assomiglio molto a mia madre. Io sono molto generosa, solare, ma un po’ picciosa e chiacchierona e per questo faccio arrabbiare le maestre. A me piace giocare a qualsiasi gioco, ma soprattutto a pallone, per meglio dire a calcio. Una cosa che mi piacerebbe fare è suonare la chitarra. Come ho già detto a scuola sono molto chiacchierona e le maestre mi richiamano spesso, però a me piace chiacchierare! A casa mi intrometto sempre nelle discussioni degli adulti e interrompo chi sta parlando. Il mio abbigliamento non è sempre sportivo, ma a me piacciono le cose sportive. A scuola mi hanno soprannominata “Monterotto” perché io faccio di cognome Montesano, invece mio cugino mi chiama Bitter perché mi piacciono i bitter.

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Desirè è per me sia un’amica che una parente. Ora vi dico come è fatta. Ha i capelli lunghi e neri, le sopracciglia non molto folte, ma nere come i capelli e gli occhi. Ha la carnagione scura, è un po’ cicciotella e non è né alta e né bassa. Io e Desirè abbiamo una cosa in comune: essere chiacchierone, però a lei piace studiare la storia mentre a me no. In classe a Desirè la chiamiamo Desy perché è più corto.

Micaela L.

 

 

 

Io mi chiamo Tiziano, ho nove anni, quasi dieci. Sono bassino di statura perciò vorrei essere più alto. Io nell’aspetto mi piaccio, però non mi piacciono i capelli perché li vorrei avere biondi. Sulla mia faccia ho un naso a patatina perché è piccolo e arrotondato, le orecchie sono a sventola e non molto grandi. I miei capelli e i miei occhi sono come quelli di mia madre. A scuola chiacchiero molto e la maestra mi riprende spesso. Di carattere sono gentile, però a volte no. A casa sono più birbante di quando sono a scuola perché mio fratello non mi fa vedere i programmi che vorrei, quindi facciamo cambia e cambia, io vicino al televisore e lui con il telecomando. Mi vesto con pantaloni a zampa di elefante, porto una canottiera smanicata, una maglia a mezze maniche e una a maniche lunghe. I miei compagni mi hanno soprannominato Zuppone, per via del cognome.

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Tiziano è il mio amico preferito, ha nove anni, quasi dieci. Di fisico lui è delicato, non è alto, ma è bassino di statura. Il suo viso è pallido, i suoi capelli sono castano chiari, gli occhi sono verdi, la bocca piccola, le orecchie sono un po’ a sventola. A scuola porta sempre il grembiule come tutti, fuori dalla scuola si veste sportivo: indossa tute o jeans e scarpette. Di carattere è calmo, è gentile con tutti, non è mai aggressivo, per questo è amico con tutti, gli piace molto giocare, ma non tanto studiare come a me. Gli piacciono tutti i giochi, ma soprattutto gli piace correre. Io con Tiziano mi trovo molto bene.

Mariano

 

 

 

Io mi chiamo Lucio, frequento la quarta elementare a Viggiano, l’anno scorso andavo a scuola a San Salvatore, siccome la mia famiglia si è trasferita ho cambiato scuola. Ho conosciuto nuovi amici e nuove maestre con loro mi sono trovato bene, anche se ho un po’ di nostalgia dei vecchi compagni. La mia altezza è normale, ho i capelli castano chiari, gli occhi castani, mi dicono che somiglio a mio padre. A scuola non chiacchiero troppo ad alta voce, però mi piace giocare con il mio compagno di banco. Nello studio cerco di impegnarmi, ma devo studiare di più. Mi piace andare in bicicletta, giocare a pallone, andare in villa con gli amici.

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Lucio è un ragazzino di dieci anni, ha i capelli castano chiaro, quasi biondi. Ha la carnagione chiara, i suoi occhi sono marroni. Viene in classe con me, l’anno scorso andava a scuola a San Salvatore, è diventato il migliore amico. Gli piace giocare a braccio di ferro; spesso  insieme giochiamo così: io gli prendo una cosa e lui mi rincorre. Giochiamo insieme anche fuori della scuola, facciamo la lotta per finta, io voglio scappare, ma non ci riesco; lui mi offre le sue cose, mi fa andare sulla sua bicicletta. Gli piacciono molti sport come il calcio, andare in bicicletta, sul motorino che però non può guidare perché è piccolo. Si veste sportivo, indossa scarpe da ginnastica, pantaloni e maglia in primavera, d’inverno invece porta le scarpe “cult” pantaloni pesanti, una felpa o una maglia di lana.

Tiziano

 

 

 

Io mi chiamo Micaela, il mio secondo nome è Caterina. Il mio viso è lungo. I miei capelli adesso sono castani come la corteccia di un albero, mentre quando ero piccola erano biondi, tanto che il mio papà dice sempre che sembravano bianchi. Proprio perché avevo i capelli biondi sembra che ho poche sopracciglia ma invece ne ho molte. I mie occhi sono di taglio normale e di colore celeste-castano, il mio naso è un po’ lungo, la mia bocca è normale, le orecchie sono un po’ a sventola. La mia altezza e i miei capelli li ho ereditati da mamma, mentre come papà ho le mani e gli occhi. Io sono molto chiacchierona, come mia nonna paterna. Vesto come piace a me, ma nelle occasioni importanti mi vesto come piace a mamma. Di me vorrei cambiare quasi tutto: i miei capelli vorrei che diventassero di nuovo biondi, il mio nome lo vorrei cambiare in  Nastia, vorrei diventare più bassa e vorrei che i miei occhi fossero solo celesti. I compagni mi hanno soprannominata “Spruzzetta”.

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Micaela Lauletta è una simpatica  ragazzina di dieci anni. E’ una delle mie amiche più strette perché con lei facciamo tante marachelle e per questo facciamo arrabbiare tutti. Noi due siamo una squadra perfetta, insieme ad altre due amiche: Micaela Avallone e Desirè Montesano, quante ne combiniamo! Ma ora ritorniamo sulla descrizione fisica di Micaela, ha degli occhi come le castagne aperte, i capelli lo stesso colore di un tronco e qualche volta se li fa di mille pettinature. E’ una “cerza”, sembra un albero secolare per la sua statura, infatti è molto alta, è la più alta della classe, ma lei invece di essere contenta per questo, si sente a disagio e dice che vorrebbe essere più bassa. Micaela, anche se non lo dimostra, è molto sensibile. Per me Micaela rimarrà sempre un’amica!!!

Lucia

 

 

 

Io mi chiamo Valerio ed ho dieci anni, per me io sono un bambino molto bello. Ho degli occhi azzurri che con lo sguardo sono come il cielo, ho un naso né grande e né piccolo, una bocca chiacchierona che non sta mai zitta, sono alto circa un metro e cinquanta cm. Il difetto del mio corpo è che sono un po’ cicciotello, quindi vorrei essere meno cicciotello. Io somiglio un poco a mio fratello Danilo, siamo tutti e due cicciotelli. Sono molto chiacchierone e mi arrabbio facilmente. Per me  tra il  comportamento a scuola e a casa non c’è differenza, se sono di malumore sto buono e zitto, invece se sono di buon umore sono vivacissimo come il mio compagno Giuseppe.

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Valerio è un bambino di dieci anni, lui è divertente, però a volte non è molto simpatico. Quando siamo nello stesso banco mi fa ridere e così ci prendiamo le sgridate dalle maestre. Il suo cuore è buono, ma lui vuole sempre fare “il più grande “ tra noi, per questo a volte finisce che o non gioca con noi o che fa a pugni con qualcuno. La sua materia preferita è la geografia. Il suo viso è tondo e paffutello, i suoi capelli sono castani, le orecchie piccole, gli occhi celesti, il suo naso è un po’ a patata, la bocca è piccola, è alto circa 150 cm, cammina normalmente, è un po’ cicciotello. Si veste quasi sempre con pantaloni e magliette sportive. A scuola non ascolta la maestra. Il suo gioco preferito è il calcio.

Desirè

 

 

 

 

Io mi chiamo Luca, ho dieci anni compiuti a gennaio. Il mio migliore amico, Giuseppe, ha gli occhi uguali ai miei cioè castani. Il mio viso è tondo. Ho le orecchie normali e il collo anch’esso normale, la mia bocca e il mio naso sono normali, ho i capelli neri come il carbone anche le mie sopracciglia sono nere e un po’ rade. Io ho gli occhi birbanti e i capelli come mio zio Rocco. Mi ritengo un po’ cicciotello e normalmente alto per la mia età. Vorrei cambiare il colore dei miei occhi, invece di marroni li vorrei azzurri come il mare e i capelli li vorrei castani. Il mio nome non lo vorrei cambiare perché mi piace. Il mio comportamento, però, mi piace, sono furbo e birichino e sono anche molto chiacchierone. Il mio soprannome è “Piccolo ballerino” infatti così mi chiamano gli amici perché faccio danza. A casa faccio gridare sempre mamma, a scuola, visto che chiacchiero sempre, le maestre mi sgridano. Il mio abbigliamento è sportivo. La mia andatura è veloce. I giochi che mi piacciono sono: il computer, il calcio e un po’ la pallavolo. Il mio sogno sarebbe quello di andare all’accademia di danza a Roma, oppure diventare un calciatore dell’inter.

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Luca è un bambino molto intelligente. E’ bravo a scuola ed è anche molto furbo, per far capire alla maestra che sta seguendo la lezione, ripete le parole che lei dice, comunque la segue.

A volte è molto prepotente, dà a calci e pugni, chissà perchè…

Quando giochiamo a pallone fa dei lamenti. Ha capelli folti, neri, occhi castani, bocca e naso regolari. Lui dice che è grasso, ma non è vero. E’ alto 1,40 m circa, un altro po’ e mi arriva. Veste in modo normale, porta spesso scarpette da ginnastica.

Giuseppe

 

 

 

Io mi chiamo Mariano ed ho nove anni,quasi dieci. Il mio nome non mi piace, mi vorrei chiamare Nicolas perché mi piace. Con gli occhi somiglio a mia madre,  con le orecchie a mio padre e con i capelli a mia nonna, il colore dei miei capelli non mi piace, li vorrei biondi non castani. Mi vesto elegante quando è festa e se non è festa, mi vesto sportivo. A scuola mi muovo sempre, non sto un attimo fermo, quando leggiamo non porto il segno, aggiusto sempre qualcosa. Faccio arrabbiare le maestre perché non faccio i compiti che mi danno, la storia e le altre materie orali non le studio. A ricreazione gioco con Tiziano, il mio amico preferito. Quando usciamo da scuola Tiziano mi viene sempre a chiamare, usciamo insieme: ce ne andiamo in giro.

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Mariano,lo dovreste conoscere,  è un bambino tremendo fuori dalla scuola, a scuola è sempre in movimento, ha sempre qualcosa da mettere a posto: la cartella, i colori, il borsellino…tanto che la maestra lo richiamo per farlo stare attento. Di carattere è docile, ma a volte sembra arrabbiato, però è proprio simpatico. Di statura è normale, ma è molto magro. I suoi capelli sono castani come gli occhi, le orecchie sono un po’ a sventola, sembrano quelle di Dumbo. Si veste in modo sportivo. Se gli dici qualcosa che non gli piace, dice:- Ah! Non ho capito.- I giochi che piacciono a Mariano sono: andare in bici, giocare a pallone, a pallavolo, a nascondino, computer, Play Station e giochi da tavolo. Io con lui mi trovo davvero bene.

 Luca

 

 

 

Io mi chiamo Vanessa ed ho quasi dieci anni. Io abito a Viggiano, ma vorrei andare a vivere a Roma, perché Viggiano non è bello come Roma. A me piace fare nuoto, però io faccio danza, anche danzare è bello, l’anno prossimo mamma mi iscriverà a nuoto. Il mio carattere è molto sensibile, perché se i miei genitori mi danno uno schiaffo io mi arrabbio subito e non parlo per un giorno intero.

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La compagna che sto per descrivere si chiama Vanessa ed ha nove anni, è più piccola di me che ne ho già compiuti dieci, è alta un metro e venti circa, è bassa rispetto a me che sono alto un metro a quarantacinque cm. Vanessa è una vera amica per giocarci insieme, è molto divertente, quando vado in villa la trovo con Micaela e Desirè. E’ sempre sorridente, anche se la maestra la rimprovera lei se la ride sotto i baffi. La cosa più strana che mentre quasi tutta la classe tifa per la Juventus, Vanessa tifa per la Roma e per questo non andiamo d’accordo. A lei piace giocare a pallone. Ci siamo incontrati all’asilo e siamo ancora nella stessa classe. Io penso che Vanessa è proprio una simpatica monella.

Raffaele D.R

 

 

 

Io mi chiamo Lucia, ho nove anni, sono nata a Sapri. Sono sempre in movimento e se fossi la più brava della classe non me ne vanterei. Io mi accontento di come sono, sia di carattere che di aspetto, pure se non sono un granchè, ad esempio le mani e i piedi sono uno schifo, quello che mi piace di più è quello di essere magra. Io ho gli occhi castani che danno al verde con pagliuzze dorate, i capelli di colore castano, il naso un po’ grande a patatina, le ciglia e le sopracciglia marroni non molto folte, sono bianca di carnagione. Io sono molto allegra, però a scuola sto più zitta, invece a casa faccio innervosire mia sorella perché è molto divertente. Infatti a  casa faccio un po’ più di testa mia e non sto mai ferma, cerco sempre compagnia per casa. Nei modi non sono né troppo aggraziata e né un carrarmato, sono normale. Mi piace giocare a tutti i giochi sia da maschi che da femmina, sembra strano, ma sono capace di litigare pure per un gioco. Tifo per la Juventus e infatti voglio proprio dire :- Forza Juve!-

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Lucia è la mia migliore amica. Andiamo a scuola nella stessa classe, stiamo bene insieme perché la pensiamo quasi sempre allo stesso modo e anche perché siamo sempre allegre. A lei piace la chimica e un po’ la filosofia, a me invece piacciono tutte e due, anche se non le studiamo a scuola. Lucia è magra, di carnagione chiara, capelli e occhi castani. E’ simpatica, ma delle volte fa la scema non so perché. Con me si comporta da vera, anzi verissima amica. E’ molto generosa, infatti quando le chiedi qualcosa te la dà sempre, se invece le cose non sono sue, non le presta e questo non vuol dire che non è generosa, ma vuol dire che ha rispetto per le cose degli altri. A Lucia piace portare la gonna con gli stivali, invece quando indossa  i pantaloni porta le scarpette da ginnastica.

Micaela A.

 

 

 

Io mi chiamo Raffaele, ho dieci anni, sono abbastanza alto per la mia età, ho i capelli molto chiari, quasi biondi, gli occhi castani, mi piace vestire sportivo con jeans e magliette. Non mi piace la scuola e lo studio, mi distraggo spesso e le maestre mi richiamano per farmi stare attento. Mi piace giocare con i miei compagni, durante la ricreazione ci divertiamo molto, però dura troppo poco e le maestre non ci lasciano mai da soli. Mi piace stare in campagna all’aria aperta, mi piacciono i cavalli, so anche cavalcare.

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Ciao, io  voglio descrivere il mio compagno di scuola Raffaele. Lui ha già compiuto dieci anni perché è nato a gennaio, è più grande di me quasi di un anno perché io sono nato a dicembre. Raffaele è alto 1 m e 45 cm, ha i capelli castano molto chiari, ha gli occhi castani, le orecchie un poco a sventola, porta gli occhiali. Indossa spesso dei jeans azzurri con cinque tasche, di scarpe porta il 36.

A scuola è spesso distratto e la maestra lo deve richiamare per farlo seguire, non gli piace studiare, ma durante la ricreazione  si scatena abbastanza a giocare. La sua squadra preferita è la Juventus.

Alberto

 

 

 

Io mi chiamo Mariateresa, ho dieci anni e frequento la quarta elementare. Sono di corporatura robusta, sono alta di preciso m 1,50, il mio viso è un po’ paffuto, ho occhi piccoli e castani. I miei capelli sono castani, lunghi, ondulati, le orecchie piccole, il naso normale, la bocca normale, la bocca piccola e rossa. Il collo non troppo lungo, le braccia lunghe, le mani non troppo grosse, le dita lunghe, le gambe lunghe. Tutti dicono che io assomiglio a mio padre di viso e di altezza, ma nella corporatura robusta somiglio a mia madre. Di me mi piacciono solo i capelli lunghi, ma li vorrei avere biondi, gli occhi li vorrei azzurri e vorrei essere magra. Di carattere sono tranquilla, sono taciturna, ma a scuola a volte chiacchiero con chi mi sta vicino.  A casa sono irrequieta. Mi vesto alla moda: jeans larghissimi, magliette corte e scarpette da ginnastica o stivali a punta.

M

A

R

I

A

TE

RE

SA

Mariateresa è una ragazzina di dieci anni. Ha i capelli castani e lunghi, un po’ ondulati, a volte li raccoglie in una coda e a volte li porta sciolti. Ha gli occhi piccoli e castani, è di corporatura robusta, è alta. Ha le sopracciglia rade, la bocca è piccola e carnosa, il naso normale. Mariateresa porta jeans, pantaloni, scarpette un po’ corte. A scuola non chiacchiera molto, a ricreazione è calma e parla con me. E’ una persona allegra, non irrequieta a scuola, ma a casa…dice la mamma…

Francesca

 

 

 

Breve storia della comunicazione

Tanti modi per comunicare

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Comunicare con se stessi: il DIARIO

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La comunicazione scritta: la LETTERA